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martedì 25 giugno 2019

Bici in senso opposto con o senza pista ciclabile

Permettere alle bici di circolare contromano in strade a senso unico, viene presentata come una soluzione vantaggiosa per la sicurezza dei ciclisti.
In questa circostanza intendo essere non solo polemico, ma anche deliberatamente sarcastico.
Ma chi ha fatto questa proposta, conosce le norme che regolano la circolazione su strada a senso unico?
La proposta prevede che le bici possano procedere in senso opposto a quello di marcia consentito, con o senza pista ciclabile. Vediamo quali possono essere i rischi.

Rischi in funzione del comportamento dei veicoli diversi dalle biciclette:
  • un veicolo che percorre una strada a senso unico, se intende svoltare a sinistra deve "...tenersi il più possibile vicino al margine sinistro della carreggiata". Se invece il veicolo intende svoltare a destra, deve "...tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata". (art.154 c. 3). Quindi, da dove si dovrebbe inserire il ciclista???
  • Un veicolo, svoltando a sinistra in una strada a senso unico con almeno due corsie, deve impegnare la corsia di sinistra per poi, indicandolo e dando le opportune precedenze, spostarsi sulla corsia di destra. 

La proposta di legge prevede che il segnale di Senso Vietato sia integrato con il pannello integrativo "Eccetto Biciclette". Questo però permette ai soli ciclisti di sapere che quella strada può essere percorsa in senso opposto.
E gli automobilisti chi li avvisa? Una cosa intelligente sarebbe integrare, col "eccetto biciclette" anche il segnale di senso unico laterale o frontale. In alternativa anche una segnaletica di questo tipo non sarebbe sbagliata 
Quest'ultima segnaletica si trova in zona Verona e rappresenta il modo più sicuro per avvisare gli automobilisti della possibile presenza di ciclisti che marciano nel senso contrario. Da notare la presenza della pista ciclabile che, non essendo parte della carreggiata, limita fortemente il pericolo di scontri frontali tra ciclisti e altri veicoli.

In conclusione, auspico che la proposta venga modificata inserendo l'obbligo della presenza della pista ciclabile e della segnaletica, per entrambi i sensi di marcia, in modo da segnalare a tutti gli utenti la possibilità di incontrare ciclisti nel senso opposto

mercoledì 12 giugno 2019

Servono davvero nuove regole per la circolazione delle bici?

Mi rendo conto di essere contro corrente, ma io tutta questa esigenza di aumentare le norme della circolazione per la tutela dei ciclisti, proprio non la sento.
Credo invece, e ne sono molto convinto, che prima di inserire nuove filosofie di civile convivenza sulle strade, sarebbe opportuno impegnarsi profondamente perché tutti vengano a conoscenza delle normative che già regolano la circolazione degli utenti deboli e degli altri utenti della strada.
Dibattiti più o meno accesi, con blogger a favore dell'estinzione dei veicoli a motore per favorire una circolazione più sicura e meno inquinante, con automobilisti "supereroi" convinti che il ciclista abbia sempre torto...tutto molto bello, ma inutile. Qui si devono salvare vite umane.

E allora si parte con una serie di post e video per parlare un po' di sicurezza stradale e ripassare qualche regola del codice.

Ci si sente presto

martedì 16 aprile 2019

Progetto "Adotta una Scuola"

Partendo da un'idea del Segretario Nazionale Autoscuole Unasca Emilio Patella, ho creato e realizzato un progetto di Educazione alla Sicurezza Stradale per gli studenti delle scuole medie del Comune di Mira (VE). Interpellando il Comune nella persona dell'Assessora alle Politiche Giovanili, Educative e delle Famiglie, Tessari Elena, che si è dimostrata sin da subito particolarmente interessata, sono riuscito a divulgare la mia proposta a tutte le scuole del Comune, ricevendo l'adesione da parte di tre istituti.
Il progetto, come detto, si sviluppa in tre anni scolastici, con almeno due incontri della durata di due ore per ciascun anno, affrontando tematiche mirate e sempre differenti. Credo, ma potrei essere smentito, che si tratti del primo progetto della durata di tre anni che mira a sviluppare, in modo progressivo, una consapevolezza del ruolo di utente (con tutti i doveri che ne conseguono) nei ragazzi.
Un'altra caratteristica del progetto di cui vado particolarmente fiero è la gratuità con cui lo realizzo; Non un solo euro è stato chiesto ne alle scuole ne al Comune e non ci sono sponsor che mi sostengano. Il mio unico sponsor è la passione.
Nei primi otto incontri ho lavorato con circa 250 ragazzi di prima media. I risultati hanno superato le aspettative.

Se da un lato questo progetto ha risposto ad una reale necessità di consentire ai nostri giovani utenti della strada di ricevere una corretta, esaudiente e continuativa educazione alla sicurezza stradale, così da potersi muovere nell’ambiente strada con maggiore sicurezza, dall’altro ha dimostrato che una società progredita come la nostra, non si può permettere di attendere che l’educazione stradale venga impartita solamente in età di patente.

Durante gli incontri i ragazzi hanno più volte sottolineato di muoversi, seppur per brevi spostamenti, in totale autonomia e hanno altresì confermato di non aver mai considerato i possibili pericoli descritti durante i vari incontri. Si sono dimostrati stupiti davanti alle più semplici e basilari norme che regolano la circolazione di pedoni e ciclisti, raccontandomi i loro errori e quelli dei propri genitori e conoscenti. La partecipazione si è dimostrata molto attiva così come l’interesse per i temi trattati e la curiosità. Mi sono state poste numerose domande e moltissimi sono stati i casi di pericolo descritti direttamente dai ragazzi, soprattutto durante il secondo incontro (segno di una effettiva riflessione su quanto visto nel corso del primo appuntamento).

E adesso avanti con le attività del prossimo anno scolastico...

domenica 21 ottobre 2018

Cintura si, cintura no Vol 6

Continua la saga del dibattito sulle cinture...
Mi capita spesso in aula di parlare dei maggiori danni che subiscono i passeggeri delle autovetture quando sono seduti sui sedili posteriori e in assenza delle cinture di sicurezza.
In questo video è davvero interessante vedere non solo come il passeggero seduto dietro venga proiettato in avanti, ma anche come, una volta che ha colliso con il sedile anteriore, rimbalzi verso l'alto colpendo violentemente con la testa il tetto della vettura.
Cosa intendo quando dico che il corpo del passeggero viene proiettato in avanti e a quale velocità si verifica questa traslazione?
Per essere più chiaro credo sia meglio spiegare la differenza tra velocità reale e velocità relativa. Attenzione non sono un fisico e quindi lo spiego nel modo più elementare possibile.
Per velocità relativa intendo dire che il corpo umano, inserito in una autovettura, mantiene una velocità relativa all'auto di 0 km/h, sostanzialmente il corpo è fermo all'interno della macchina anche se la macchina sta correndo. Ma se la macchina sta procedendo ad una velocità per esempio di 80 km/h e il passeggero non è vincolato alla struttura attraverso la cintura, se si verifica un impatto, il corpo continua la sua corsa alla velocità di 80 km/h, schiantandosi contro il sedile anteriore.
Questo il video in cui si vede la differenza di comportamento del corpo tra l'essere vincolato alla vettura e non esserlo.


martedì 16 ottobre 2018

E ai miei figli chi ci pensa?

Sabato scorso ho tenuto un corso di guida sicura per conducenti di mezzi pesanti. Durante le fasi iniziali del corso un autotrasportatore ha sollevato il problema della formazione di quelli utenti facenti parte del gruppo degli utenti deboli e in particolar modo dei pedoni e ciclisti. Durante la discussione è emerso come spesso pedoni e ciclisti, inconsapevolmente, possano creare situazioni critiche per la circolazione, magari convinti di essere nel giusto o comunque sicuri di non creare alcun pericolo.
In seguito un autotrasportatore mi ha posto la domanda diretta: "chi insegna a mio figlio il modo corretto di comportarsi sulla strada? Io cerco di fare del mio meglio, ma sarei più contento che fosse un esperto a spiegare il corretto comportamento da tenere. Come possono pensare di educare un ragazzo all'età di 18 anni?"
A momenti mi commuovo...
Il problema è reale: è davvero possibile educare un ragazzo al corretto uso della strada, all'importanza del rispetto delle regole all'età di 18 anni e solo se vengono in autoscuola (se studiano da privatisti ci si affida alla sporadica lettura di un testo fatto per il superamento dell'esame)?
È corretto ritenere che una tale formazione debba essere impartita sin dall'età infantile?
Io credo proprio di si; l'educazione deve essere divulgata nelle scuole, in tutte le scuole, in modo continuativo, con lezioni specifiche in base all'età, tenute da personale esperto. 
Secondo l'ultimo rapporto istat sugli incidenti stradali, il costo sociale per le vittime e feriti a seguito di incidenti stradali si aggira sui 19 miliardi di euro. Si avete letto bene. Ora, quando si parla di effettuare lezioni di educazione stradale nelle scuole, la risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi. 
Ma avete idea di quante ore di lezione si potrebbero fare con tutti quei soldi?
Si deve investire sulla formazione dei nostri giovani. L'alternativa è continuare a piangerli. 

giovedì 11 ottobre 2018

L'Europa per la Sicurezza Stradale, ma ancora non basta

Chi mi conosce, lo sa, mi piace fare le pulci su ogni commento o articolo che parli di sicurezza stradale. Il nuovo spunto arriva direttamente dalla rivista "Il tergicristallo" mensile dell'Associazione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica (UNASCA) con un articolo, scritto dal nostro "ministro degli esteri" cioè il nostro rappresentante a Bruxelles, Manuel Picardi (Vedi Articolo su "il tergicristallo"). Con Manuel ho avuto modo di confrontarmi in occasione dell'ultimo Consiglio Nazionale Autoscuole a Roma e durante il convegno sulla formazione dei neo conducenti tenutosi a Milano e organizzato dal dipartimento di psicologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. In entrambe le occasioni ho avuto modo di approfondire la linea che l'Europa intende perseguire per la riduzione delle vittime da incidenti stradali; questa linea sembra non tenere conto della formazione iniziale dei giovanissimi utenti della strada. 
Mi spiego meglio: se da una parte la patente progressiva, già attiva in Austria e Svizzera con ottimi risultati, sembra essere uno strumento più che vantaggioso; se le tecnologie sempre più avanzate sembrano garantire un prezioso aiuto ai conducenti; se le normative sui tempi di guida dei mezzi pesanti hanno portato a risultati più che soddisfacenti, resta comunque allo sbando il tema dell'educazione alla sicurezza stradale negli utenti più giovani.
Il codice della strada, con l'articolo 230, impone la realizzazione di attività di educazione alla sicurezza stradale in tutte le scuole di ogni ordine e grado (vedi articolo 230 C.d.S.) con varie finalità. Ma davvero questo avviene?
Ultimamente mi sono imbattuto sui volti dei miei allievi alla "sconcertante" notizia che non è del tutto vero che il pedone gode sempre del diritto di precedenza e che, lo stesso pedone, quando attraversa la strada senza utilizzare l'attraversamento pedonale, deve concedere la precedenza ai veicoli in transito. E questo è solo un esempio.
Ma ci sono decine di aspetti fondamentali per la sicurezza che gli utenti, in particolare quelli definiti "deboli", dovrebbero conoscere. Per non parlare poi dell'importanza del rispetto delle norme per una circolazione fluida, sicura e a minore impatto ambientale.
Non mi è possibile in questo contento essere più dettagliato su ogni punto delle varie argomentazioni a favore della mia tesi, ma resta di fatto fondamentale che l'educazione alla sicurezza stradale debba essere impartita sin dalla più tenera età a tutti gli utenti della strada.
Nel mio piccolo cerco di fare il possibile: ho da poco presentato un progetto triennale di Educazione alla Sicurezza Stradale alla Giunta Comunale di Mira (VE) e già un istituto scolastico ha aderito al progetto.
Buon lavoro a tutti…


martedì 6 febbraio 2018

Gli automobilisti non vedono le moto

Quante volte abbiamo sentito dei motociclisti dire: "voi automobilisti vi comportate come se non ci fossimo, ci tagliate la strada, non ci date la precedenza" o ancora "vi comportate come se non ci fossimo".

Ebbene, in questo articolo pubblicato su Twitter da parte di ASAPS (sito che vi consiglio vivamente di visitare) sembrerebbe che la cosa sia più vera di quanto si possa immaginare.
Secondo l'articolo, una docente di psicologia ha scoperto, con una sperimentazione, quanto il cervello fatichi a visualizzare la moltitudine di stimoli visivi che l'occhio gli trasmette.
Non sono ancora in grado di definire al meglio questa situazione (meriterebbe un approfondimento di psicologia cognitiva) ma quanto descritto nell'articolo, apre sicuramente una riflessione sui possibili limiti sensoriali del corpo umano.
Spesso, in modo sarcastico, dico: "il Signore ha progettato e creato l'uomo perché potesse camminare e non per farlo correre in macchina". Sarà anche ridicola questa mia riflessione, ma a quanto pare le capacità percettive e di rielaborazione dell'uomo, sono straordinarie a velocità definibile "passo d'uomo", ma molto limitate a velocità superiori.
Attendo sviluppi e se avrò detto una castronaggine, ve lo farò sapere.
Intanto vi invito a leggere questo breve articolo e magari a pensarci un po' su. ARTICOLO


lunedì 29 gennaio 2018

ATTENZIONE: Dromedario in Jesolana

Correva l'anno 2002 e mentre mi recavo al lavoro, verso Jesolo, subito prima di un cavalcavia, incrocio una macchina che continua a farmi gli abbaglianti. Penso subito: "ho capito, c'è la polizia". Ma questo continua. Continua a farmi gli abbaglianti e io intuisco che c'è un incidente o comunque qualcosa che blocca la corsia, subito dopo il dosso.
Rallento e mi accerto che anche i veicoli che mi seguono abbiano iniziato a rallentare. 
Raggiunta la cima del dosso, scopro, con immensa sorpresa, che non c'è nessun incidente, nessun veicolo in panne, nessun pedone ubriaco o ciclista in mezzo alla carreggiata: C'è un dromedario.
Il convoglio è costituito da un asinello che traina un carretto con sopra un tipo alquanto strano, accompagnato da un cagnolino e, legato dietro, un dromedario.
Lo supero e una volta raggiunta una comoda piazzola di sosta, mi accosto e preparo la macchina fotografica (cosa che al tempo avevo sempre con me). Quando mi raggiunge, gli chiedo se posso fotografarlo e... fatto.
Il tipo, l'ho scoperto il giorno dopo dai giornali, era partito dalla Francia verso la Terra Santa alla ricerca delle tavole di Mosè... Peccato, l'hanno fermato alla frontiera con la Slovenia perché non aveva con se il passaporto sanitario degli animali.

Vi scrivo tutto questo anche per sottolineare che nella strada si può incontrare di tutto e le situazioni da affrontare sono sempre diverse...
State in campana, mi raccomando 

giovedì 25 gennaio 2018

"Il Pedone ha Sempre Ragione - Miti e leggende sulla sicurezza stradale"

Si è svolta venerdì 19 gennaio, presso il Centro Civico di Borbiago, la splendida serata dedicata alla promozione dell'educazione alla sicurezza stradale. 
Attraverso la fattiva e importante collaborazione dell'Università Popolare "Francesco Petrarca" di Borbiago e il patrocinio dell'Associazione Nazionale Autoscuole UNASCA, è stato possibile attivare la prima di una serie di serate dedicate alla diffusione delle nozioni di base per una circolazione su strada più consapevole e quindi più sicura.
Per essere stata organizzata di venerdì sera, con un tema sicuramente poco invitante come questo, la serata ha comunque riscosso un insperato successo.
Durante la serata ho trattato vari argomenti, come la definizione di strada, pedone, velocipede, attraversamenti, per poi passare ad analizzare delle apparenti incongruenze legislative e le situazioni più pericolose che si possono verificare non rispettando le norme. Ho dato giusto rilievo allo spazio di reazione del conducente e di arresto del veicolo, sempre in relazione al movimento di pedoni e ciclisti. Ho trattato l'intervallo psico-tecnico e le limitazioni della percezione e dell'attenzione selettiva.
Il pubblico, che ringrazio, ha partecipato alla discussione ponendo domande e sollevando dubbi, in particolare, sulle conoscenze che si ritengono, troppo spesso, assodate.
E dunque...ci vediamo alla prossima



mercoledì 23 novembre 2016

Precedenza di fatto e precedenza di diritto

Direi di partire ripassando le regole base della precedenza. La regola generale prevede che fra due veicoli incrocianti che intendono proseguire nella medesima direzione,
passi per primo quello che ha la destra libera.
Nell'incrocio rappresentato qui a sinistra, passerà quindi per primo il veicolo R seguito poi dai veicoli A e T.






Nel caso di intersezioni regolate da segnaletica verticale, dare precedenza o stop, i veicoli dovranno sgomberare l'incrocio sempre rispettando la norma generale, e quindi: 


attraverserà l'incrocio il veciolo Bianco, poi il Verde, il Rosso e il Blu. Come noterai, sgomberano per primi l'intersezione i veicoli "titolari del diritto di precedenza" (con la regola della precedenza a destra) e poi quelli che invece la precedenza la devono dare. Notare che fra i due veicoli che trovano il segnale di Dare Precedenza o di Stop, parte per primo quello che ha la destra libera, quindi il segnale perde di validità e si ripristina la regola generale.

Analizzando altre prescrizioni in materia di precedenza alle intersezioni, ricordo che chi si immette nella circolazione provenendo da area esterna alla circolazione, deve dare la precedenza a chiunque stia già circolando su area pubblica. In pratica se un veicolo ha lo Stop e un altro esce da un passo carraio, transiterà per primo chi ha lo Stop, a prescindere dalla direzione finale e a prescindere da chi ha la destra libera.

Altre regole:
  • in assenza di diversa segnalazione, il tram gode di diritto di precedenza.
  • i mezzi di pubblico soccorso godono del diritto di precedenza se e solo se hanno in funzione sia i lampeggianti blu che le sirene acustiche
  • per quanto riguarda la precedenza a pedoni e biciclette, vi rimando ai post che ho già scritto su questi temi: Pedoni e Biciclette

Quello che ho descritto fino ad ora fa parte di ciò che viene chiamata "precedenza di diritto" cioè quella prevista dalla normativa del Codice della Strada.

La "precedenza di fatto" è un concetto molto particolare perché viene menzionato, ma non ha alcun riferimento normativo. In pratica consiste nel riuscire ad effettuare la manovra, per esempio una immissione da strada laterale che deve dare la precedenza, prima che sopraggiunga il veicolo che gode della precedenza di diritto.
Molto spesso mi sento dire: "ho visto la macchina che arrivava, ma era lontana e se andava più piano, non mi sarebbe venuta addosso". 
Questa difesa da parte di chi ha mancato la precedenza, non ha alcun senso. E questo è stato sancito anche dalla Cassazione:

Sull’argomento si è pronunciata anche la Corte di Cassazione (Cass. sezione quarta, sentenza 7 febbraio – 20 marzo 2008 n° 12361).
In tale sentenza la Corte ha affermato che: “… la precedenza di fatto viene esercitata a rischio e pericolo di chi se ne avvale, con la conseguenza che lo stesso verificarsi dell'incidente lo costituisce in colpa. Né tale regola può mutare in considerazione della irregolarità della condotta di guida del veicolo favorito, ovvero della eccessiva andatura con la quale questo ingaggi il crocevia. In proposito la pronunzia ha precisato che il conducente, gravato dall'obbligo di dare la precedenza può legittimamente fare affidamento solo sul fatto che l'andatura del veicolo antagonista non venga inopinatamente ed imprevedibilmente mutata dopo il reciproco avvistamento" (Cass. IV, 16/10/1990, Rv. 186000)
Fonte: Sito della Polizia Municipale di Verona: Polizia Locale di Verona


sabato 23 aprile 2016

Attraversamenti Pedonali, anche le Amministrazioni Pubbliche hanno le loro colpe

Continuando a leggere il codice, scopro che l'art. 40 del C.d.S. rimanda all'art. 145 del Regolamento di Esecuzione.
Leggo anche quest'ultimo e salta fuori che vengono regolamentate anche le dimensioni delle strisce bianche che identificano gli attraversamenti pedonali.
Ed ecco che le strisce non devono avere una lunghezza inferiore a 2,50 metri nelle strade urbane e non inferiore a 4 metri sulle altre strade e che la larghezza di ogni striscia non deve essere inferiore a 50 centimetri. E fin qua...
Poi, al comma 3, l'articolo sottolinea che in presenza del segnale di Fermarsi e Dare la Precedenza (Stop) l'attraversamento "deve essere tracciato a monte della linea di arresto, lasciando uno spazio libero di almeno 5 metri; in tal caso i pedoni devono essere incanalati verso l'attraversamento pedonale mediante opportuni sistemi di protezione (fig. II.435)"
Cioè questa

Ora, almeno nella mia zona, mi capita spessissimo di trovarmi con le strisce dell'attraversamento pedonale a ridosso della scritta stop cosicché, fermandomi allo stop, mi ritrovo a violare la norma che mi vieta di arrestarmi sopra le strisce dell'attraversamento. Succede anche dalle vostre parti???


Ancora, sempre nell'art. 145 del Regolamento di Esecuzione, al comma 4 viene inserita la possibilità, per rendere più visibile il pedone che si accinge ad attraversare, di inserire una striscia gialla a zig zag (come quelle delle fermate dell'autobus)



Quest'ultima soluzione renderebbe l'attraversamento più sicuro. Perché non la fanno sempre?
Semplicemente perché non è obbligatoria, perché toglie spazio ai parcheggi e perché spetta ai conducenti verificare se ci sono pedoni che intendono attraversare la strada. Ma non sempre è facile...


Le Amministrazioni potrebbero progressivamente adottare sistemi simili a questo, dateci un'occhiata

Guardatevi anche questo, mica vi fa male

Magari questo da un po' fastidio...



mercoledì 2 marzo 2016

Ancora qualche info sulle biciclette

Secondo l'art. 182 del C.d.S. definisce il comportamento che devono tenere i conducenti dei velocipedi (biciclette). 
Tanto per fare un rapido sunto, troviamo particolarmente interessanti i seguenti punti:
  • "I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; ..." Fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila
  • "I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano..."
  • "I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o pericolo ai pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni..."
  • "I velocipedi devono transitare sulle piste a loro riservate quando esistono..."
  • "...fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e quando transita in galleria, il conducente del velocipede ha l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità..."
Sempre il 182 rimanda all'art. 377 del Regolamento di Esecuzione dove vengono definite altre specifiche:
  • I ciclisti devono evitare improvvisi scarti o movimenti a zig-zag
  • In caso di attraversamento di carreggiate con traffico particolarmente intenso, i ciclisti devono condurre il veicolo a mano
  • I ciclisti devono tempestivamente segnalare, con il braccio, l'intenzione di svoltare a sinistra o a destra
  • I VELOCIPEDI, DA MEZZ'ORA DOPO IL TRAMONTO DEL SOLE FINO A MEZZ'ORA PRIMA DEL SUO SORGERE, SPROVVISTI O MANCANTI DEGLI APPOSITI DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE VISIVA, NON POSSONO ESSERE UTILIZZATI, MA SOLO CONDOTTI A MANO
  • OVE LE PISTE CICLABILI SI INTERROMPANO, IMMETTENDOSI NELLE CARREGGIATE, I CICLISTI SONO TENUTI AD EFFETTUARE LE MANOVRE CON LA MASSIMA CAUTELA

L'art. 50 del C.d.S invece, definisce il velocipede come un veicolo. Questo è particolarmente importante in quanto sancisce che anche i conducenti di biciclette sono soggetti al rispetto di tutte le norme previste dal codice della strada. 
Abbiamo già visto l'importanza dell'uso delle luci - vedi anche Parliamo un po di veicoli (generico e biciclette) - ma quanto importante sarebbe che le biciclette rispettassero gli STOP, i DARE PRECEDENZA, i SENSI UNICI...
L'art. 38 c. 2 enuncia: "Gli utenti della strada devono rispettare le prescrizione rese note a mezzo della segnaletica stradale

Anche sti ciclisti... mica tutti son pane da far ostie...



mercoledì 24 febbraio 2016

Bevete e drogatevi tutti, questa è la legge

Buongiorno, lezione informativa sulle balle da inventarsi in caso veniate fermati alla guida ubriachi o drogati

Lezione 1
Da una sentenza di un giudice si deduce che, essendo il soggetto, a cui è stato rilevato un elevato tasso alcolemico, in preda alla diarrea ed essendo questo sintomo causa di disidratazione, il verbale contestato deve essere annullato perché, con la disidratazione, non è possibile rilevare il reale tasso alcoolico presente nel sangue.

Lezione 2
Il fatto che abbiate assunto droghe, non implica il fatto che i loro effetti siano ancora persistenti a livello psicofisico al momento della guida.
In pratica, il test per il rilevamento della presenza di sostanze stupefacenti può anche avere esito positivo, ma non è dimostrabile che eravate ancora in sballo totale al momento in cui siete stati fermati dalla polizia.
Leggete la sentenza qui sotto per i dettagli


Il mio commento è questo: BEVETE E DROGATEVI TUTTI, QUESTA E' LA LEGGE

Ora, se anche la guida in stato di ebbrezza può essere facilmente raggirata con un bel attacco (reale o simulato) di diarrea, il 187 parla chiaramente di "guida in stato di alterazione psicofisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti" ma lo stato di alterazione deve essere dimostrato. Il drugs test, generalmente, viene effettuato parecchio tempo dopo che la polizia ferma il conducente.
Basterebbe cambiare l'articolo scrivendo: è vietato guidare dopo aver assunto sostanze stupefacenti.

Mi no go paroe

martedì 9 febbraio 2016